Dal primo giorno in cui ho iniziato ad occuparmi di formazione per l’uso efficace di LinkedIn mi è stata fatta sempre la stessa domanda: LinkedIn funziona davvero?
In realtà più che una domanda è un’obiezione, perché il corollario, alcune volte sottinteso, è “perché io ci ho provato ma…” seguito da tutte le varianti del caso.

Ottenere risultati con LinkedIn, come con un qualsiasi altro strumento, è un processo che risponde secondo me ad una formula, non magica, tutt’altro, ma in cui non si può saltare un passaggio.

Successo = Informazioni + Strategia x Nuove abitudini

1) Informazioni: quelle su LinkedIn sono abbastanza facilmente reperibili online gratuitamente, questo blog ad esempio è ricco di risorse gratuite, ma esistono anche i corsi.

2) Strategia: questo è già più complesso, perché richiede che ci sia un chiaro obiettivo e una elaborazione attraverso l’orchestrazione di strumenti e azioni in un piano di lavoro. Ma anche per questo i corsi e i coach possono aiutare ampiamente.

3) Nuove abitudini: qui spesso si annida il nemico più insidioso, perché la maggior parte delle persone non sono costanti nell’applicare il piano che hanno elaborato. Per mille motivi, spesso validi, in troppi eliminano l’ingrediente essenziale del successo: applicare con continuità uno schema fino a quando non diventa una nuova abitudine, e quindi un’azione semplice e veloce da compiere.

Se sul primo e il secondo punto ho sempre lavorato tanto, in ogni corso con le oltre 1.500 persone che ad oggi ho aiutato in aula, sto scrivendo questo post per concentrarmi sul terzo punto: aiutare a far diventare una routine di networking su LinkedIn un’abitudine. E solo dopo questo tentativo poter dire “Sì, LinkedIn funziona davvero” o “No, non funziona affatto!”.

Mi sta così a cuore questo punto perché devo ammetterlo, anche per me non è stato semplice e ancora oggi, ogni tanto, perdo il sentiero. Quindi quello che segue è anche un memo per me 🙂

La sfida 30X30

Anche la più autodisciplinata delle persone si spaventerà davanti all’idea di fare qualcosa, con o senza voglia, per sempre. Allora partiamo da 30 giorni, un arco temporale definito, abbastanza breve da non spaventare (sì, tutti possono pensare i tenere duro per 30 giorni), abbastanza lungo per vedere qualche risultato.

Ma certo, se “la cosa da fare” per 30 giorni è troppo impegnativa potrebbe venire da mollare, ed ecco il secondo elemento della sfida: 30 minuti. Dedicare ogni giorno almeno 30 minuti a LinkedIn per compiere poche e ben definite azioni secondo una chiara strategia.

Questo non toglie che si possa decidere di dedicarne occasionalmente (o sempre) di più, per intensificare o per migliorare la propria competenza, ma io suggerisco di non esagerare per evitare l’effetto “acido lattico”. Meglio 30 minuti per 30 giorni, che 2 ore per 10 giorni e poi stop.

Quindi ecco la prima domanda: sei pronto a prenderti l’impegno di dedicare 30 minuti ogni giorno (lavorativo) per il prossimo mese? Ad esempio dall’1 al 30 giugno?

Come ho scritto prima le nuove abitudini dovrebbero servire per applicare una strategia orientata ad un obiettivo, ed io non posso conoscere gli obiettivi di ciascun lettore. Ma per questa sfida mi spingo oltre: ho elaborato una routine di attività su LinkedIn che possa andare bene per tutti e che permetta – dopo 30 giorni! – di vedere dei risultati.

E’ come dire: se vai in palestra e sai che vuoi dei bicipiti da braccio di ferro il trainer ti preparerà una scheda specifica, ma se vuoi solo tenerti in forma una routine di esercizi a corpo libero generici che vanno bene per tutti ti darà sicuramente più tono, più energia e una forma migliore.

Routine di 30 minuti su LinkedIn

Nella routine sono incluse 3 diverse attività: condivisione di contenuti, accrescimento del network e interazione con la rete.

1) Condivisione dei contenuti
E’ bene prendere l’abitudine di essere attivi ogni giorno nelle discussioni che avvengono su LinkedIn, condividendo una news trovata su LinkedIn o altrove sul web, o anche solo commentando le discussioni dei propri collegamenti. (Per questo punto evita i “consiglia” o “like” perché non portano lo stesso risultato).
La regola fondamentale è: cerca sempre di aggiungere valore con le tue condivisioni, e quindi seleziona bene gli articoli e aggiungi sempre un commento personale, il tuo punto di vista, la tua esperienza.
Quanto ci vuole? Dipende, ma se provi a farlo in 10 minuti imparerai ad essere rapido pur mantenendo accuratezza.

2) Accrescimento del network
Il numero dei collegamenti conta, con poche decine per persone non si fa networking su LinkedIn. Ma non per questo bisogna arrivare a migliaia di collegamenti senza una regola. Il suggerimento è quello di accrescere con costanza la rete in modo qualitativo ecco qualche idea:
– verifica chi visita il tuo profilo e aggiungilo alla rete
– imposta una ricerca avanzata per il tuo settore e aggiungi le persone più interessanti ed influenti
– mentre cerchi i contenuti interessanti (punto 1) aggiungi alla rete i professionisti che fanno un buon lavoro di divulgazione.
Per questo punto è fondamentale una regola: personalizza sempre la nota di richiesta di collegamento!
Quanto ci vuole? Anche in questo caso puoi dedicare 10 minuti ogni giorno all’accrescimento della rete (compresa la gestione delle richieste di collegamento).

3) Interazione con la rete
E per finire, ricorda che i tuoi collegamenti non sono come figurine in un album, ma persone con cui stringere delle relazioni, per cui dedica intenzionalmente del tempo a interagire con loro:
– scambiando dei messaggi privati per conoscersi meglio
segnalando dei contenuti che potrebbero loro interessanti, in privato o attraverso le menzioni
– confermando le competenze o scrivendo una segnalazione se li conosci realmente e ci hai lavorato insieme
Anche in questo caso una regola: azioni generose, con l’obiettivo di creare relazione, non di vendere o vendersi!
Quanto tempo? 10 minuti ogni giorno.

Esempio di una giornata della sfida

Ore 8:50-9:00 (magari su un mezzo andando al lavoro…ma in auto!): sfogliare la hompage, anche da applicazione, cercare un articolo interessante da condividere e commentare un paio di aggiornamenti dei propri collegamenti. Se si incrociano nuove persone interessanti richiedere il collegamento.

Ore14.00-14.10 (forse in pausa pranzo?): aggiungere 3 o 4 nuovi collegamenti con una veloce ricerca o consultando le persone che hanno visitato il profilo. Controllare le notifiche alla propria condivisione ed eventualmente rispondere ai commenti.

Ore 17.50-18.00 (prima di chiudere il pc?): ancora un occhio alle notifiche, magari una richiesta di collegamento è stata accettata. Spendere qualche minuto per scrivere un messaggio privato ai nuovi collegamenti o rispondere a messaggi in arrivo. Se c’è tempo perché non confermare le competenze di un cliente o fornitore?

Flessibilità e preparazione

Questo è ovviamente un esempio, è chiaro che serve flessibilità, negli orari, nel tempo da dedicare e nelle azioni da fare. Ma il trucco di questa sfida è la costanza: meglio fare azioni semplici e un po’ meccaniche (ma con approccio umano e di relazione!) per pochi minuti per più giorni, che voler essere i migliori networker per un giorno solo ogni 2 mesi. Il risultato sarà una nuova abitudine che sarà più facile mantenere nel tempo.
Quindi bisogna cercare di non saltare nemmeno un giorno 🙂

Ci sono alcune azioni preliminari e altre periodiche, tipo:
ottimizzare il profilo (almeno foto, sommario, riepilogo ed esperienza lavorativa) prima di iniziare la sfida
valutare la situazione al giorno 0, ad esempio numero di collegamenti e LinkedIn Social Selling Index
– fare una valutazione a metà percorso e dopo 30 giorni di come sono cambiati questi parametri

Pronto a abbracciare la sfida?

Se sì ricorda:
1) il trucco sta nella costanza, meglio 30 minuti al giorno per 30 giorni che uno sprint iniziale e poi abbandonare
2) l’obiettivo è quello di migliorare il networking, ovvero avere più relazioni, più visibilità e influenza su LinkedIn…non quello stravolgere la carriera.

Fammi sapere se accetti la sfida e tienimi aggiornato su come va e sui risultati finali!

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