Una ricerca dello scorso ottobre condotta in 8 paesi europei (Italia compresa) su 650 responsabili IT, ha fatto emergere un dato significativo: nelle aziende è stato allentato il divieto di accesso alle piattaforme social da parte dei dipendenti, con un’unica eccezione, LinkedIn. Risulta infatti aumentato del 3% il blocco verso LinkedIn, che resta comunque la piattoforma più tollerata in ufficio, con solo il 21% di aziende che la “vietano”.

Spesso la ragione del blocco è quella della produttività: il tempo “sprecato” sui social è ovviamente sottratto al lavoro. Almeno riguardo a LinkedIn però vale la pena fare un discorso diverso e chiedersi se può portare vantaggi all’azienda la presenza attiva dei propri dipendenti su questo social network, e se sì, quali.

Come mette in luce un articolo di ManagerOnline, i vantaggi non mancano, e sono principalmente due.

crescitaPrima di tutto quello di contribuire alla crescita della pagina aziendale su LinkedIn in quanto inevitabilmente i dipendenti si trovano ad essere ambasciatori dell’azienda.
In secondo luogo il networking online dei dipendenti può favorire la coesione e lo spirito di squadra, influenzando quindi positivamente la produttività.

A questo proposito la mia esperienza nell’aiutare le aziende ad implementare l’utilizzo di LinkedIn tra i propri dipendenti mi ha suggerisce 2 consigli chiave:

  1. coinvolgere i dipendenti nella produzione di contenuto per la pagina aziendale
  2. incentivare una linea comune nella compilazione dei contenuti del profilo personale

Queste due semplici accortezze permettono di rendere realmente sinergica la presenza dei dipendenti e dell’azienda, integrando al meglio LinkedIn tra gli strumenti utilizzati in azienda per la comunicazione e il CRM.

Se ti serve una mano per realizzare una strategia per l’utilizzo efficace di LinkedIn in azienda, leggi qui.

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