Poche settimane fa avevamo parlato della crescita di LinkedIn in Cina nonostante non fosse stata ancora resa disponibile una versone in mandarino. Ed ora eccola arrivare, con una mossa che permette di puntare ai 140 milioni di professionisti cinesi (rispetto agli attuali 4 milioni di iscritti in Cina).

Il tema della censura resta però centrale, infatti il governo cinese ha posto a LinkedIn 3 condizioni: di poter attuare misure restrittive solo quando e se richiesto, di essere il più trasparente possibile nel suo operato in Cina; di adottare misure particolari per proteggere i diritti e i dati degli utenti.

Le versione attualmente disponibile, che può essere testata cambiando la lingua dal pannello delle impostazioni, ancora non è completa. Tra le funzioni ancora assenti i gruppi: si tratta di rilascio progressivo delle funzioni, o di una delle misure richieste dal governo cinese?

 

 

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