Il cambiamento di LinkedIn sta infiammando gli animi. Come ho spiegato nel precedente articolo LinkedIn va verso una semplificazione dell’esperienza d’uso e una massimizzazione dei ricavi. E questo non piace a molti.

Ma proviamo a soffermarci su cosa NON cambia con il “nuovo LinkedIn”.

LinkedIn è nato nel 2003 con una mission che non ha mai messo in discussione: collegare i professionisti per aumentare produttività e successo.
Lungo questi 13 hanno questo ha significato differenti cose e si è realizzato con vari strumenti. Chi si ricorda del modulo “sondaggi” o “eventi”? A qualcuno, anche a me, ancora mancano!

Quello che non cambia sicuramente con il “nuovo Linkedin” è il mindset necessario per affrontarlo con successo: considerare sempre i 3 pilastri essenziali.

Il modo migliore che ho trovato per spiegarlo durante i miei corsi è utilizzare la metafora della città: come in una città su LinkedIn ci sono 3 elementi essenziali.

  1. Gli edifici, ovvero i profili e le pagine aziendali, che rappresentano l’identità.
  2. Le strade e i ponti, ovvero i collegamenti, che rendono un semplice database un ambiente di networking.
  3. Il traffico, ovvero i contenuti, che sono gli attivatori delle relazioni e il fondamento della reputazione.

Quando si comprende che LinkedIn è un ecosistema che vive su questi 3 pilastri, profilo rete e contenuti, e quando si agisce con la consapevolezza che nessuno può essere trascurato, allora i cambiamenti di design o di funzioni sono solo contingenti (e ok, in qualche caso complicano un po’ le attività).

Vediamo come il cambiamento potrebbe impattare, ma in realtà non lo fa, su ciascun pilastro.

Profilo

Non sarà un nuovo design grafico o la sparizione di qualche funzione a ridurre la potenza del profilo LinkedIn, la casa base di qualsiasi professionista. Qui la chiave era e resta una: affrontare il profilo come una presentazione e non come un curriculum. Per dirlo in altri termini: raccontarsi più che descriversi.
Chi consulta un profilo LinkedIn gli dedica una manciata di secondi, e quindi subito deve apparire chiaro qual è l’unicità e il beneficio che quel professionista può portare.

Rete

Con il nuovo LinkedIn assistiamo ad un paradosso: da una parte è più facile collegarsi con chi non si conosce ancora, dall’altra si riducono al minimo gli strumenti di ricerca (sparisce quella avanzata) e di gestione dei collegamenti (addio ai tag).
Ma ancora una volta, questo non cambia l’essenza del principio del network, anzi, forse lo renderà ancora più fluido. E quindi ora come allora il principio del legame debole e l’importanza e la potenza dei collegamenti indiretti, sono al centro di tutte le attività di networking.

Contenuti

Nonostante qualche lamentela sul nuovo feed, credo dovuta più a bachi temporanei che a cambiamenti funzionali, LinkedIn vuole proprio mettere al centro dell’esperienza d’uso i contenuti: più strumenti di analisi, hashtag funzionanti e altro ancora.
E questo ci fa capire che il nuovo LinkedIn sarà un ambiente sempre più efficace, perché è solo con i contenuti, con la terza base dei pilastri essenziali che si raggiunge davvero l’obiettivo di creare relazioni e reputazione.

Potremmo quindi dire che tutto cambia perché nulla cambi?

Non esattamente, i cambiamenti sono importanti e qualche funzione ci mancherà (vedi la mia nostalgia per sondaggi ed eventi), ma è un male necessario che non scalfisce l’essenza e l’efficacia dello strumento.

Ci vorrà un po’ di pazienza per abituarsi alle novità e per dare il tempo a LinkedIn di completare il rilascio e sistemare i bachi, e poi ci potremo lasciare alle spalle le polemiche per capire come sfruttare al meglio il potenziale dello strumento.

Corsi LinkedIn